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La leadership silenziosa: cosa insegna un arbitro a chi guida un team
Entri in un palazzetto che non hai mai visto. Ventiquattro persone che non ti conoscono — e in certi casi sperano apertamente che tu sbagli — ti guardano per la prima volta. Non hai un discorso motivazionale da fare. Non hai settimane per farti conoscere. Hai un fischietto e le prime due decisioni della gara. In quel momento capisci, se ancora non lo sapevi, che la leadership non ha niente a che vedere con quanto parli. Il mito del leader che deve farsi notare C'è un'idea di
2 giorni faTempo di lettura: 4 min


L'ARBITRO E L'ERRORE
C'è una cosa che nessun corso arbitrale insegna. Non compare nelle slide delle federazioni, non viene spiegata nelle riunioni tecniche, non la trovi nei manuali del regolamento. Eppure sono convinto che dovrebbe essere la prima cosa che si dice a chiunque inizi questo percorso. Un concetto semplice, brutalmente onesto, e per questo potentissimo. Quando fai l'arbitro, hai una sola certezza: sbaglierai. Sempre. Non intendo che commetterai errori gravi, quelli che cambiano il ri
18 giuTempo di lettura: 3 min


IL SILENZIO DI CHI DECIDE
Ogni giorno prendiamo decisioni. Quali abiti indossare. Cosa mangiare. A quale messaggio rispondere prima. Quale strada fare per andare al lavoro. Cosa dire in una conversazione difficile, e cosa invece tenere per sé. Lo facciamo continuamente, tutto il giorno, e spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto. Perché la decisione, nella sua essenza più semplice, è solo il bivio che ci separa da un risultato. Acceso o spento. Bianco o nero. Dentro o fuori. Non c'è molto altro. Eppure
10 giuTempo di lettura: 4 min


L'ARBITRO – IL SEMPLICE ESSERE UMANO DIETRO LA DIVISA
C'è una convinzione diffusa, quasi universale, tra chi segue uno sport. Che l'arbitro si svegli la mattina e vada ad arbitrare. Come se quella divisa fosse tutto. Come se dietro non ci fosse nient'altro. Il 99,9% che nessuno vede A livello mondiale, forse lo 0,01% degli arbitri può dire di farlo come lavoro. Uno su diecimila. Tutti gli altri lo fanno per un motivo solo: passione. Quella passione che ti fa mettere la sveglia presto, sacrificare la domenica pomeriggio, tornare
1 giuTempo di lettura: 3 min


IL CORAGGIO DI PRENDERE DECISIONI
Della figura arbitrale si vede sempre la stessa cosa. Il fallo fischiato contro. L'errore. Il cartellino. Ma nessuno si ferma mai su una domanda fondamentale: se le decisioni non le prende lui, chi le prende? Decidere è il lavoro Prendere decisioni, per un arbitro, significa questo: davanti a ogni situazione, ogni problema, ogni momento scomodo — decide. Bianco o nero. Fallo o non fallo. Non esiste la via di mezzo. Non esiste la mezza decisione. Ogni scelta si divide in due:
22 magTempo di lettura: 4 min


Essere Arbitro - un'arte di vita
C’è un’immagine, dell’arbitro, che la gente si porta dentro senza accorgersene. È quella dell’uomo (o della donna) in mezzo al campo, con il fischietto in bocca e l’aria di chi deve solo applicare delle regole. Una figura accessoria, quasi un arredo. Qualcuno a cui contestare le decisioni, qualcuno da fischiare quando sbaglia, qualcuno a cui non si pensa quasi mai quando va tutto bene. Eppure dietro quella maglia c’è uno dei mestieri più formativi che si possano scegliere nel
15 magTempo di lettura: 5 min
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